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“Essere ospitali non significa solo rendere la propria casa armoniosa e confortevole, ma anche rimboccarsi le maniche per difendere il diritto di tutti ad avere un rifugio, quando si è in fuga dalle guerre e dalla fame”.

Sono parole semplici e dirette quelle utilizzate da Pasquale Natuzzi, Presidente e AD del Gruppo Natuzzi, per descrivere il forte impegno dell’azienda a favore dell’iniziativa lanciata dall’attrice e attivista per i diritti umani Sharon Stone e dal premio Nobel Betty Williams nel corso della sua visita alla Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata del settembre 2015.

Obiettivo principale è dar vita ad un luogo in cui i bambini e le loro famiglie, costretti a fuggire dai loro Paesi d’origine, possano trovare accoglienza e supporto verso un percorso di integrazione.

Natuzzi, tra i firmatari dell’accordo, ha fin da subito sposato il progetto innovativo “Città della Pace”, in cui il design e la progettazione di un architetto di fama internazionale diventano strumento attraverso cui esprimere un valore aggiunto, fatto di attenzione e impegno, nell’ottica di arricchimento non solo delle persone ma anche del paesaggio. Il progetto sarà realizzato interamente con le risorse di due imprenditori privati. Uno di questi è proprio Pasquale Natuzzi le cui aziende si sono sempre distinte per l’attenzione alle tematiche della responsabilità sociale dell’impresa.

Ideata da Mario Cucinella, architetto tra le cui opere figurano il Sino Ecological Building di Pechino e la stazione Villejuif-Leo Lagrange del metrò di Parigi, l’Abitazione per la pace vede al centro il prototipo di una casa ecosostenibile a basso costo e ad alta qualità abitativa come esempio da replicare nelle aree dove l’accoglienza dei rifugiati è ormai un fenomeno strutturale del nostro tempo.

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L’edificio, che assume la sua forma dalle ali di una farfalla, prevede l’utilizzo di tecnologie innovative per il risparmio energetico, si articola in tre moduli abitativi indipendenti, sarà realizzato su suolo pubblico in Basilicata e donato al Comune di Scanzano Jonico per l’accoglienza di tre famiglie.

Profondamente integrata nel paesaggio, Città della Pace è costruita con una struttura in legno, interamente fornito dalle falegnamerie del gruppo Natuzzi, rivestita di pannelli in canapa proveniente da una produzione agricola ad economia circolare, oltre all’uso della terra cruda. La copertura di ombreggiamento è realizzata in canne di bambù locale ispirata alla tradizione dei cestai.

In questo luogo di pace e di rinascita per le persone, le abitazioni di Città della Pace si articolano sul sito come una forma organica che pervade il terreno. Con uno schema ispirato alla crescita delle piante, piuttosto che a un sistema ripetitivo e razionale, l’edificio si articola intorno ad un patio su ispirazione della domus aurea: una “domus ecologica”. Il progetto, infatti, rappresenta il primo prototipo di casa passiva completamente riciclabile.

Anche la storia dell’area di costruzione è significativa come l’iniziativa stessa. Il sito di Scanzano Jonico, in Basilicata, era stato destinato al deposito di scorie nucleari, ma grazie ad un’azione e lotta di resilienza da parte della comunità locale, è stato donato al fine di realizzare questo straordinario progetto.