inchiostro puglia

L’ispirazione viene dal mare cristallino, dalla terra arsa e generosa, dalla pietra domata dall’uomo, dagli strapiombi rocciosi, dalla calce bianca dei borghi.

Ma anche da un’umanità generosa ed accogliente, dall’amore e dalla nostalgia di casa.

L’azione è improntata all’etica, dalla determinazione – specie in una terra dai due volti – a preservare l’ambiente dalla tante minacce del contemporaneo, a tutelare il lavoro da pratiche scorrette e dalla massificazione industriale, a salvaguardare estro e creatività con filiera corta e tanto lavoro.
Il risultato va oltre il prodotto e porta inscritto in sé storie di uomini, culture e tradizioni.

Da sempre la Puglia è la nostra casa. La Puglia è la nostra ispiratrice, Musa di Casa, habitat delle nostre idee. Quest’estate la Puglia è anche nostra compagna di relax e lettura, grazie a Inchiostro di Puglia (Caracò Editore, p. 250 € 12), vero e proprio caso letterario dell’estate. Trentacinque racconti scritti da altrettanti autori, tutti nati nel tacco d’Italia, che spaziano dal noir al verismo, dalla docufiction alla commedia, in un ideale viaggio su trerrote che porta fino alla postfazione a firma del fresco vincitore del premio Strega, Nicola Lagioia.

Non una semplice antologia, ma un vero e proprio esperimento di innovazione letteraria che fa di Inchiostro di Puglia una storia nella storia, anzi una storia tra le storie.

Ecco perché ci siamo rivolti a Michele Galgano, ideatore e curatore della raccolta, per farci spiegare come si racconta e si esporta la Puglia, catturandone l’essenza.

1) Raccontare la Puglia è investire in talento

Leggi anche: Progetto borsa di studio per giovani talenti MAIND

La Puglia è una delle regioni con il più basso numero di lettori, ma di contro in questo momento è uno dei territori del Belpaese in grado di esprimere le massime eccellenze nel campo della narrativa e della creatività“, spiega Michele Galgano. “Nasce così l’idea di un’antologia che ricomponesse tassello dopo tassello, racconto dopo racconto, tappa dopo tappa una vera e propria mappa letteraria, un mosaico dell’immaginario in grado di catturare l’essenza della Puglia“.

2) Raccontare la Puglia è esercizio di artigianalità ed impegno etico

Leggi anche: “Non sulla mia pelle”, Per il gruppo Natuzzi è l’etica la leva per il rilancio del Paese

“Il libro non è una guida turistica. Allo stesso modo, l’antologia già non ha nessun intento agiografico“, prosegue Galgano. “Raccontare la Puglia vuol dire anche catturarne le contraddizioni, schierandosi come impegno civico dalla parte dell’ambiente, dalla parte del lavoro pulito, dalla parte della tutela del territorio. Questo spirito civico vive in tanti dei racconti di Inchiostro di Puglia

3) Raccontare la Puglia è farsi artigiani

Leggi anche: Divani&Divani, la catena del valore

Il nostro ethos non è solo racconto, ma pratica quotidiana“, aggiunge il curatore dello sforzo letterario. “Inchiostro di Puglia è un’esperimento: abbiamo scelto di bypassare i canali di mass market, puntando su un modello che porta il libro direttamente dai racconti degli autori alle librerie del territorio, cui resta metà dell’incasso per ogni vendita. È la nostra scommessa a difesa delle botteghe della creatività, degli operatori locali schiacciati dalla massificazione dell’offerta. Una scelta di autenticità operata nella convinzione che sia necessario preservare e difendere tradizioni e saperi che vengono da lontano per fare qualità, anche a scapito della logica per la quale è necessario fare grandi numeri a qualsiasi costo

4) Raccontare la Puglia è innovare

Scopri l’innovativa Natuzzi Re-Vive

Attenzione a non confondere però difesa delle botteghe e rifiuto della modernità. Inchiostro di Puglia nasce da un blog, cresce con eventi diffusi e creati in crowsourcing, solo dopo si fa libro diffuso da un circuito di piccole librerie. “Siamo social e interconnessi, mica fuori dal mondo“, sorride Galgano. “Il libro è disponibile per l’acquisto online, ma con una sovrattassa che scoraggi il lettore che preferisce non recarsi in libreria. Siamo suicidi? No. Siamo alla ricerca di formule e soluzioni alternative, che valorizzino qualità e prodotto senza farlo schiacciare dalla grande distribuzione o dalla logica del librifico a basso costo”.

5) Raccontare la Puglia è, soprattutto, viverla ed esportarne l’unicità

La Puglia non si racconta puntando sulla toponomastica o passandone in rassegna i campanili“, conclude Galgano. “Noi abbiamo scelto di racchiuderne l’unicum. Raccontare la Puglia è saperne racchiudere i respiri, la vita, le tradizioni, l’ospitalità, la mentalità. Se la bellezza, l’armonia, l’essenza della Puglia sono esportabili in tutto il mondo è perché la Puglia è duale. Locale e custode gelosa della sua unicità. Cosmopolita, come sa esserlo solo una terra di migranti, e quindi capace di portare un pezzo di sé in ogni angolo del mondo. È questo che è alla base di quel mal d’amore - mi piace chiamarlo mal di Puglia – che accompagna chiunque lasci questa terra, chi ci è nato e chi ha semplicemente avuto la fortuna di incontrare questa terra lungo il suo cammino. Raccontare la Puglia è viverla e farla rivivere con la sua unicità